Glossario

Le unità di misura di un gruppo elettrogeno sono:

  • VOLT (V) che misura la forza elettromotrice e la differenza di potenziale, rappresenta la tensione che, applicata alla resistenza di 1 Ohm fa circolare la corrente di 1 Ampere sviluppando la potenza di un Watt;

  • AMPERE (A) unità di misura dell'intensità della corrente elettrica;

  • WATT (W) unità di misura della potenza elettrica, pari a 1 Joule al secondo (1Kw=1000 Watt);

  • VOLTAMPERE (VA) unità di misura della corrente apparente di una corrente alternata pari a 1 Volt moltiplicato per 1 Ampere (1 kVa = 1000 VA);

  • COSFI' (o fattore di potenza) costante attraverso la quale è possibile convertire i VA in Watt pari a 0,8 in una corrente trifase e a 0,9 in una corrente monofase, ciò significa che un generatore di 1 kVa trifase eroga 0,8 Kw e 1 kVa monofase eroga 0,9 Kw.

Tutto ciò è importante in relazione al carico (ovvero la potenza assorbita da una macchina elettrica) e si può così suddividere:

  • Resistivo

  • Induttivo.

Un carico resistivo è ad esempio una stufa elettrica, un ferro da stiro, un saldatore a stagno....un forno ( da cucina o industriale).

Un carico induttivo è quello di un phon, di un utensile tipo trapano o frullino, di un motore elettrico in genere.

Mentre il carico resistivo è più o meno pari alla potenza in continuo fornita dal generatore, cioè una stufa da 1000 Watt può essere azionata da un generatore da 1000 watt nel carico induttivo ciò può richiedere anche il doppio della potenza.

Ciò dipende dal fatto che un motore elettrico genera un picco di corrente all'avviamento, chiamato spunto che spesso è pari al doppio del consumo effettivo a regime.

Nel valutare l'acquisto di un generatore occorre quindi valutare l'uso che se ne farà, quali utensili dovrà servire ad esempio: per alimentare un elettrocompressore il cui motore assorbe 1,5 kW occorre un generatore che eroghi almeno 3,3 kW di potenza massima.


Gli elementi che costituiscono un gruppo elettrogeno possono essere i seguenti:

  • Monofase;

  • Trifase;

  • Aperto;

  • Insonorizzato;

  • ilenziato;

  • Carrellato;

  • Ad avviamento automatico;

  • Veicolare.

Un generatore è monofase quando fornisce energia elettrica solo in questa forma di onda, la tensione è a 220 - 230 Volt. Il fattore di potenza (cosfì) di un generatore monofase è 0,9.

Un generatore è trifase quando fornisce energia elettrica in questa forma d'onda, la tensione è 380 - 400 Volt. Il fattore di potenza (cosfì) di un generatore trifase è uguale a 0,8. Da un generatore trifase è sempre possibile ricavare corrente monofase.

Un gruppo elettrogeno si dice aperto, o base, o standard, o scoperto quando non ha alcuna protezione acustica. Per legge, la rumorosità massima ammissibile espressa in LW è:

  • per i gruppi elettrogeni fino a 2 kVa = 102 LWA ,oltre i 2 kVa = 100 LWA

  • per le motosaldatrici fino a 200 A = 101 LWA, oltre i 200 A = 100LWA.

L'aggettivo insonorizzato si riferisce a generatori la cui potenza acustica è situata fra 96 e 99 LWA.

E' silenziato un generatore al di sotto del limite di 95 LWA. Valori ottimali si raggiungono attraverso cofanature e protezioni con speciali materiali fonoassorbenti.

Un generatore può avere diversi tipi di carrellature: (fai un click qui per la pagina relativa):

  •  il carrello per traino lento è un carrello con due (o quattro) ruote pneumatiche e timone, per traini in zone quali cantieri e simili, non è fatto per circolazione su strada;

  •  Il carrello per traino stradale deve sottostare alle procedure di immatricolazione previste dal Codice della Strada, deve avere freni, dispositivi di segnalazione acustica ecc.

Si dice ad avviamento automatico un generatore che, attraverso un apposito pannello elettronico di controllo, si accende automaticamente in caso di caduta di tensione della rete. Tutti i generatori con avviamento elettrico possono essere dotati di questo dispositivo. Vengono però costruiti generatori specificamente a questo scopo, in genere molto compatti e silenziosi dato che spesso vengono installati in casa.

Al quadro di controllo possono essere collegati altresì temporizzatori o altri meccanismi atti a determinare l'accensione del gruppo quando necessario o stabilito.

Il generatore veicolare viene progettato per essere installato a bordo di autoveicoli: per azionare frigoriferi, apparecchiature ecc.

Viene azionato con un dispositivo di accensione a distanza, per l'avviamento sfruttando la batteria del veicolo ( e quindi sono privi di alternatore per la ricarica) e possono essere monofase o trifase, benzina o diesel.


Le motorizzazioni di un gruppo elettrogeno possono essere:

Motore alternatore:

  • benzina;

  • diesel;

  • raffredato ad aria;

  • raffredato ad acqua;

  • ad avviamento elettrico;

  • ad avviamento manuale;

  • a 3.000 giri;

  • a 1.500 giri;

  • sincrono;

  • asincrono.

I generatori a benzina sono normalmente di bassa potenza, hanno il vantaggio di costare e pesare meno di quelli con motore diesel. Sono in genere più pronti all'avviamento, soffrono meno le basse temperature.

I motori diesel sono più stabili, hanno minori costi di esercizio e sono maggiormente affidabili per impegni gravosi, sopra gli 8 - 10 kVA quasi tutti i generatori in commercio hanno motori diesel.

L'avviamento elettrico comporta la presenza della batteria, del motorino di avviamento e dell'alternatore ( per la ricarica della batteria) ciò comporta un aumento di peso, d'ingombro e di costi.

E' indispensabile per l'avviamento automatico ( ma non sufficiente).

L'avviamento manuale avviene dando un energico strappo ad una fune avvolta attorno ad uno puleggia collegata all'albero motore. Praticamente si funge da motorino d'avviamento.

Se il motore è in buono stato di manutenzione bastano un paio di colpi. L'avviamento manuale è possibile anche nei gruppi elettrogeni con motori diesel, ma raro.

Nei gruppi elettrogeni con alternatore sincrono, l'alternatore è regolato per fornire energia ad una determinata frequenza ( standard 50 Hz) girando in sincrono con il motore. Raggiunta la temperatura d'esercizio il motore si regola ad un numero di giri standard: 1.500 o 3.000. E' ovvio che avere la stessa potenza alla metà del numero di giri vuol dire che il motore deve avere praticamente il doppio della potenza massima (quindi più pesante, più ingombrante, più costoso....).

Il vantaggio è che un motore regolato per funzionare a 1.500 giri è molto meno sfruttato di uno a 3.000 giri, ed è adatto quindi ad impegni gravosi e continuati.


  • I componenti di un gruppo elettrogeno sono:

  • Interruttore differenziale;

  • Controllore permanente d'isolamento;

  • Quadro di intervento automatico;

  • Comando a distanza;

  • Tensioni o frequenze diverse;

  • Scaldiglia per l'olio motore;

  • Contatore di energia;

  • Dispositivi per il rabbocco automatico di carburante.

L'interruttore differenziale assicura la protezione contro i contatti accidentali con parti in tensione, interrompendo automaticamente l'erogazione di energia. L'interruttore differenziale viene montato effettuando il collegamento elettrico del neutro alla massa ( normalmente il telaio del generatore) che a sua volta viene collegato a terra mediante l'apposito contatto.

Pertanto l'interruttore differenziale è normalmente usato su gruppi con installazione fissa.

Il controllore permanente d'isolamento assicura la protezione contro i contatti accidentali con parti in tensione, interrompendo automaticamente l'erogazione di energia. Il collegamento elettrico viene eseguito con il sistema IT, cioè il punto a potenziale elettrico uguale (neutro) viene isolato da terra, evitando la chiusura del circuito, senza aver bisogno di collegamento a terra.

E' utile in zone umide, o quando non è possibile effettuare una buona messa a terra.

Il quadro di intervento automatico o centralina provvede ad attivare automaticamente il gruppo elettrogeno ( a patto che sia ad avviamento elettrico) all'interruzione dell'energia fornita dalla rete. Il quadro protegge il gruppo da eventuali anomalie di funzionamento.

E' possibile collegare ai relè del quadro anche dispositivi che possono gestire l'avviamento e lo spegnimento del generatore in base al verificarsi di determinate circostanze.

Il comando a distanza è un comando con cavo che permette di accendere e spegnere il motore anche da una distanza di alcuni metri.

Tensioni ( 110 - 48 Volt) o frequenze diverse ( 60Hz) possono essere richieste al momento dell'acquisto del generatore.

La scandiglia è utile per far sì che, in climi freddi, la temperatura dell'olio sia sempre tale da garantire in un generatore ad intervento automatico, il rapido raggiungimento delle condizioni ideali di esercizio.

Il contatore di energia è il classico contatore, omologato UTIF, per il conteggio dei kwatt.

I dispositivi per il rabbocco automatico del carburante sono utilizzati nei generatori posti in località isolate, per evitare che rimangano a secco dopo un uso prolungato.

Attingendo da una cisterna esterna rabboccano automaticamente il carburante nel serbatoio del generatore.